Le regole del giudizio civile di appello
Stavolta la storia, sempre di vita vissuta, ha per protagonista un giovane avvocato e si svolge in un’aula di Corte di Appello civile.
Il giovane avvocato, difensore della parte appellante, nel corso della prima udienza di trattazione in Corte di Appello, in relazione alla comparsa di costituzione in giudizio della parte appellata, chiede al Presidente del Collegio un “...termine per esame e replica”.
Il Presidente, bonariamente, fa presente che nel giudizio di appello civile non esiste un termine rituale per “esame e replica”.
Negli anni ho assistito a scene simili un’infinità di volte, spesso con Presidenti meno bonari…
Perché continua ad accadere?
Semplice: perché il giudizio di appello civile ha le sue regole!, e per i difensori è indispensabile conoscerle, sia per evitare brutte figure, in udienza, sia per proporre o resistere a un appello evitando errori tecnici, sia, infine, per non incorrere nella violazione del dovere di competenza.
Brutte figure a parte, spesso le sorti di un giudizio di appello sono segnate dal contenuto degli scritti difensivi, redatti senza un reale confronto con le previsioni normative e le relative interpretazioni giurisprudenziali.
Prima di impugnare una sentenza di primo grado, occorre esaminare alcuni ineludibili punti critici… per esempio:
- quali sentenze sono appellabili e quali no?
- quali sono i termini per proporre un appello principale o un appello incidentale?
- cos’è un appello condizionato?
- il giudizio di appello si propone con citazione o con ricorso?
- nel giudizio di appello devono partecipare tutte le parti del primo grado?
- come (e dove) vanno formulati i motivi di appello?
- che vuol dire “specificità” dei motivi di appello?
- si può usare l’AI? con quali limiti e/o accortezze?
- nel processo civile, specie nel grado di appello, i principi di chiarezza e sinteticità sono un ostacolo per la tutela delle parti?
- è utile riportare integralmente il contenuto degli atti difensivi del primo grado?
Per rispondere a queste (e ad altre) domande, insieme con la dottoressa Sali, mia tutor nel periodo propedeutico allo svolgimento delle funzioni di Giudice Ausiliario di Corte di Appello, abbiamo quindi elaborato un manuale operativo, che tratta delle tecniche redazionali per gli atti difensivi del giudizio di appello civile, con schede riepilogative ed esempi concreti.
Il manuale “Appello Civile – tecniche redazionali – come non scrivere un atto di appello”, pubblicato dalla Key Editore, è da pochi giorni disponibile nella seconda edizione, aggiornata tenuto conto di quanto disposto dalla riforma Cartabia e dal D. M. n. 101/2023 in tema di “chiarezza e sinteticità”, e senza dimenticare una breve disamina delle novità in tema di uso della AI e del Legal Design.
Anche da parte della dottoressa Sali, ringrazio la Key Editore, che ha creduto nell’utilità di questo manuale, e la collega Stefania Ciaschi, che ha supervisionato la parte sulla AI!
Buona lettura!Appello 2 – copertina

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